La tiroide nell’anziano

Nell’anziano l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, responsabile della sintesi degli ormoni tiroidei, si modifica in maniera fisiologica. La conseguenza è una diminuzione età-correlata dell’attività delle cellule della tiroide che porta ad una riduzione della produzione ormonale e ad un aumento dei valori di TSH, che con l’età tende a salire fino anche a valori ben al di sopra di quelli considerati normali per i giovani adulti, senza tuttavia essere indicativo di ipotiroidismo.

Diminuzione età-correlata dell’attività delle cellule della tiroide

Perché nell’anziano l’attività tiroidea tende a diminuire in maniera fisiologica?

Due sono le ipotesi:

  • La diminuita attività della tiroide è una conseguenza della riduzione del metabolismo dell’anziano. Ci dobbiamo infatti ricordare che gli ormoni tiroidei regolano il metabolismo dei lipidi, del glucosio e dei carboidrati, delle proteine; inoltre regolano il consumo di ossigeno e la produzione di calore, tutte funzioni che si riducono con l’invecchiamento;
  • La diminuita attività della tiroide è una protezione nei confronti dell’eccessivo catabolismo legato all’invecchiamento. Il catabolismo è infatti quell’insieme di reazioni chimiche che portano alla demolizione di molecole complesse e che tende ad aumentare con il passare degli anni.

Ipotiroidismo nell’anziano

Nell’anziano, l’incidenza di ipotiroidismo tende ad aumentare rispetto a quanto osservato nella popolazione giovane adulta, come la presenza di autoimmunità.
Anche nell’anziano, l'ipotiroidismo può essere classificato in: l’ipotiroidismo clinicamente evidente e l’ipotiroidismo subclinico, maggiormente diffuso.
Poiché un aumento del TSH può essere un evento fisiologico e non indicativo di ipotiroidismo, la diagnosi deve essere effettuata mediante analisi approfondite della funzione tiroidea.